Roberto Sabbatini
Amministrazione e Controllo
[...] - La problematica del Ricambio Generazionale in Italia è stato l’argomento fondamentale del mio ultimo corso di specializzazione e di tutte le materie approfondite, per l’importanza che questa problematica se correttamente trattata ricopre per tutte le aziende a conduzione imprenditoriale che ad un certo punto della loro vita necessariamente devono affrontare in primis, ed in secondo luogo se adesso è molto sentita lo è perché il periodo di crisi generale in cui versa il sistema economico locale, italiano e mondiale di cui esse ne fanno parte spinge le imprese alla ricerca di una corretta soluzione del problema che offrirebbe nuova linfa vitale al proseguimento dei cicli dell’impresa e nella competizione quotidiana in cui esse si trovano.
In primis, perché l’impresa è naturalmente destinata anch’essa come un organismo vivente all’estinzione o per meglio dire alla cessazione quando il fondatore o i fondatori arrivano verso il termine della propria esistenza o del proprio periodo di vita di lavoro. Spontaneamente si potrebbe rispondere che gli eredi potrebbero continuare nelle stesse funzioni di chi li ha preceduti ma spesso non è così e le statistiche ci dicono che le probabilità di insuccesso sono molto elevate. Per questo motivo di evidente preoccupazione, dovrebbe essere molto sentita in chi è investito in questo delicato compito di scelta ed ancor molto prima di raggiungere la fine del ciclo di vita dell’impresa l’esigenza di programmare il futuro di quando egli non sarà più presente. Molto spesso può succedere che al contrario di lui gli eredi non sentano affatto il problema dell’impresa come proprio, anzi tendono proprio ad allontanarsi dalle vicende dell’azienda lasciando così senza alcun successore e senza redini l’impresa familiare. A maggior ragione diventa importante cercare di individuare e quando ancora esso si trova a dirigere la vita dell’impresa, quella figura con quelle determinate caratteristiche e quelle particolari doti, sia questo un suo discendente erede oppure una persona extrafamiliare ma capace di garantire una continuità alla propria attività.
In secondo luogo, se la problematica del Ricambio Generazionale correttamente risolta risponde a quella naturale esigenza di successione alle redini della propria società seguendo un applicazione delle scelte in base ad un criterio soggettivo cioè individuando esattamente quel soggetto in possesso di tutti quei requisiti richiesti, questa deve altresì rispondere ad un altro ben più difficile problema legato a tutti quei fattori esterni che influenzano la vita delle imprese in generale: ossia quale sarà quel contesto socio economico ottimale per esso, maggiormente vicino alle sue caratteristiche personali in grado quindi di rispondere anche a quella caratteristica soggettiva sua particolare e che lo ha designato quale possibile candidato fra tutti quelli i quali l’imprenditore ha individuato come possibili successori alla guida della sua società?
E’ questo il compito più difficile che la problematica del Ricambio Generazionale è chiamato a rispondere, nel riuscire a prevedere quei mutamenti socio economici che il futuro ci attende e dove la più corretta programmazione deve portare a condurre alla designazione dei soggetti più appropriati a ricoprire quei ruoli consolidati dalle generazioni precedenti, ma al contrario una approssimativa analisi del problema potrebbe condurre solo ad una temporanea soluzione, forse efficace nell’immediato ma aleatoria nel tempo: e una società che non funziona ne è il suo specchio.
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