Marcella Possamai
Educatrice ed insegnante domiciliare, autismo onlus
La mia attività di educatore è rivolta all'educazione domiciliare con bambini/ragazzi/adulti autistici o con disturbi intellettivi con programmi d'intervento cognitivo-comportamentali personalizzati.
Specializzata nella:
comunicazione aumentativa-alternativa: si riferisce a tutte quelle modalità comunicative che hanno la funzione di integrare, potenziare o sostituire il linguaggio verbale, quando quest'ultimo risulti assente o carente in modo tale da impedire o rendere insufficiente l'atto comunicativo.
Uso dei pittogrammi: per insegnare a comunicare. Questi sono dei disegni molto stilizzati che possono essere usati come simboli di parole.
programma TEEACCH: "Trattamento ed Educazione dei Bambini autistici e dei Bambini con Handicap relativi alla Comunicazione". Si avvale di una collaborazione attiva, nell'intervento, da parte dei genitori.
Lo scopo di questo intervento educativo è quello di favorire lo sviluppo dell'individuo, la sua integrazione sociale e l'autonomia, tenendo conto dei deficit specifici che il disturbo autistico comporta.
-Strutturazione dell'ambiente:
-strutturazione del tempo;
-strutturazione dello spazio;
-strutturazione del materiale di lavoro.
Comunicazione facilitata:
è considerata una strategia di comunicazione aumentativa/alternativa. Il suo utilizzo consente ad una persona con problemi di comunicazione di esprimere, attraverso un intervento graduale, il pensiero intrappolato a causa di una comunicazione verbale nulla, insufficiente o stereotipata.
Essa comporta l'utilizzo di un "mezzo": fotografie, simboli, tastiera di carta, tastiera elettrica, ecc.
La C.F. altro non è che il supporto fisico iniziale mano-su-mano oppure mano.su-polso o ancora mano-su-braccio, per permettere al soggetto con sindrome autistica o comunque alla persona con problemi di comunicazione di compiere scelte esatte nell'indicare delle figure, degli oggetti o delle lettere.
Il facilitatore "non guida" il facilitato nella scelta, ma piuttosto stabilizza il movimento e, in alcuni casi, effettivamente rallenta la mano di una persona che si accinge a compiere una scelta.
Il supporto fisico aiuta il soggetto a superare alcune difficoltà fisiche (nonchè emotive)specifiche, quali uno scarso coordinamento occhio-mano; un basso o elevato tono muscolare; problemi nell'isolare o estendere il dito indice; perseveranza nell'esecuzione di un compito; utilizzo di entrambe le mani per eseguire un compito che ne richiederebbe una sola; tremori, problemi nell'iniziare un compito su comando, impulsività.
Dopo anni di lungo e paziente lavoro con una bambina autistica non verbale, ecco una tra le sue prime poesie, scritta da sola con il pc.
Luna
Luna che emani una luce nella notte,
un pensiero nel mio cuore mi trasmetti.
Luna argentata fammi trovare
la strada dei miei sogni.
Luna infuocata non distruggere
ciò che desidero.
Luna immensa nel cielo buio
sorridi e dona gioia in ogni uomo.
S.N.
Dopo anni di lungo e paziente lavoro con una bambina autistica non verbale, ecco una tra le sue prime poesie, scritta da sola con il pc.
Desiderio
Io vorrei parlare
comunicare le mie emozioni
entrare nei discorsi degli altri
è eccitante parlare
e invece non parlo.
S. N.
