Fabio Chiari
CONSULENTE FINANZIARIO INDIPENDENTE, DARWIN CONSULTING
La consulenza finanziaria indipendente è stata introdotta in Italia con l'applicazione della direttiva europea sui servizi finanziari (MIFID Market in Financial Instruments Directive), approvata nel 2004 ed entrata in vigore nei paesi UE il 1/1/2007.
Questa normativa ha introdotto in Italia (già esistente nei paesi europei più evoluti) la figura professionale del Consulente Finanziario Indipendente con istituzione dell' apposito albo a far data 1/1/2011.
Il consulente finanziario indipendente fee only è una figura professionale assimilabile a quella di un commercialista (consulente amministrativo o fiscale) o di un avvocato (consulente legale) o di un consulente aziendale.
Il termine fee only letteralmente “solo a parcella”, nei mercati anglosassoni dove questo fenomeno è iniziato, evidenzia il fatto che il professionista viene remunerato esclusivamente dal cliente, è privo quindi di ogni conflitto d'interesse.
È necessario sottolineare che il consulente finanziario indipendente non riceve nessun tipo di provvigione/commissione/bonus da banche, SIM, compagnie assicurative SGR, è quindi completamente svincolato da logiche di vendita di prodotti assicurativi o finanziari, il servizio erogato pertanto è di consulenza “pura”, il cliente continuerà a lavorare con la propria banca (senza passaggio di denaro dal cliente al consulente).
Per la Consob la consulenza, che consiste nel fornire al cliente indicazioni utili per le sue scelte d'investimento e consigliare l'operatività più adeguata al suo profilo economico/obiettivi, è caratterizzata da:
-Rapporto bilaterale consulente/cliente;
-L'inesistenza di limiti di proposta;
-L'indipendenza del consulente dagli investimenti proposti;
-La remunerazione derivante esclusivamente dall'onorario versato dal cliente.
L'attività di C.F.I. viene effettuata in primo luogo attraverso l'individuazione delle caratteristiche del cliente in considerazione di:
-Esigenze personali/familiari;
-Obiettivi finanziari;
-Orizzonti temporali;
-Attenta valutazione rischio/rendimento sopportabile dal cliente.
Effettuato questo passaggio fondamentale il C.F.I. effettua una “radiografia” meticolosa della situazione finanziaria in essere, con particolare attenzione all' analisi dell'efficenza degli strumenti fino ad ora utilizzati o venduti al cliente.
Tra i vari test effettuati, ricoprono un'importanza primaria l'analisi dello stile di gestione (attiva o passiva) ed il grado di rischiosità del portafoglio, si procede di seguito all' individuazione della “parcella occulta” che l'investitore sostiene che consiste nella determinazione e quantificazione di tutti i costi che vengoni applicati in modo automatico al patrimonio in gestione.
Evidenziati al cliente i costi reali dei singoli prodotti e dell' intero portafoglio, dimostrata l'inefficenza dei risultati rispetto ai mercati di riferimento, sia in termini economici che di rischio assunto, si procede alla sostituzione dei prodotti inadeguati con altri più efficenti.
Terminato questo processo l'investitore si trova in una situazione nuova, ha superato le asimmetrie informative, ha preso coscienza di un profilo d'investimento allocato meglio rispetto ai suoi bisogni e al suo grado di rischio/rendimento, nonché la possibilità di prendere decisioni da ora in avanti, non guidate dal costante conflitto di interesse dovuto alla remunerazione.
Lo studio di C.F.I. Provvederà nell' applicazione dell'incarico ricevuto a monitorare, apporre variazioni al portafogli finanziario, rendicontare il cliente costantemente in un rapporto chiaro e trasparente dove lo stesso sa che il Professionista è pagato da lui per curare esclusivamente i suoi interessi.
web site www.darwinconsulting.it
2003 - 2008Commerciale, area manager emilia romagna, key account centro sud Italia